24.03.2014
Bucarest — La Romania ed altri 11 stati hanno convenuto al Vertice sulla Sicurezza Nucleare all’Aia di eliminare i materiali di uranio fortemente arricchito che detengono e di convertirli in materiali con usi civili. In un comunicato congiunto delle delegazioni della Romania, Ungheria, Ucraina, Repubblica Ceca, Danimarca, Svezia, Turchia, Georgia, Corea del Sud, del Cile, Messico e Vietnam si legge che l’eliminazione di questi materali dai territori nazionali porterà agli stati firmatari “benefici chiari e tangibili”, visto l’alto costo e le misure di sicurezza comportate dal loro possesso. Gli Usa, la Russia e l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica assisteranno questi Paesi nella conversione dell’uranio fortemente arricchito in uranio scarsamenete arricchito destinato alle attività civili. In precedenza, il Giappone, l’Italia e il Belgio avevano accettato l’eliminazione di questo combustibile nucleare dai loro territori. Il terzo Vertice sulla Sicurezza Nucleare riunisce all’Aia circa 50 capi di stato e di governo, il suo principale obiettivo essendo la prevenzione degli attacchi terroristici in cui potrebbero essere adoperati materiali nucleari. La delegazione della Romania è guidata dal presidente Traian Basescu.
România Internațional, 24.03.2014, 16:26
Bucarest — La Romania ed altri 11 stati hanno convenuto al Vertice sulla Sicurezza Nucleare all’Aia di eliminare i materiali di uranio fortemente arricchito che detengono e di convertirli in materiali con usi civili. In un comunicato congiunto delle delegazioni della Romania, Ungheria, Ucraina, Repubblica Ceca, Danimarca, Svezia, Turchia, Georgia, Corea del Sud, del Cile, Messico e Vietnam si legge che l’eliminazione di questi materali dai territori nazionali porterà agli stati firmatari “benefici chiari e tangibili”, visto l’alto costo e le misure di sicurezza comportate dal loro possesso. Gli Usa, la Russia e l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica assisteranno questi Paesi nella conversione dell’uranio fortemente arricchito in uranio scarsamenete arricchito destinato alle attività civili. In precedenza, il Giappone, l’Italia e il Belgio avevano accettato l’eliminazione di questo combustibile nucleare dai loro territori. Il terzo Vertice sulla Sicurezza Nucleare riunisce all’Aia circa 50 capi di stato e di governo, il suo principale obiettivo essendo la prevenzione degli attacchi terroristici in cui potrebbero essere adoperati materiali nucleari. La delegazione della Romania è guidata dal presidente Traian Basescu.
Bucarest — Il premier Victor Ponta ha dichiarato che oltre 230.000 romeni riceveranno pensioni maggiori, in media di 63 lei (pari a 14 euro), fino a fine marzo. L’aumento pensionistico fa seguito all’applicazione dell’indice di correzione e all’incremento del numero di punti pensione per le persone andate in pensione dopo il 1 gennaio del 2011. Il premier ha ammesso che le pensioni sono ancora basse rispetto ai bisogni dei pensionati, ma ha sottolineato che si tratta di un recupero dopo le perdite subite nel periodo 2009-2011.
Bucarest — Il premier Victor Ponta ha presentato nel Parlamento le misure prese in calcolo dal Governo, per quest’anno, in campo energetico. Stando al premier, la tassa di cogenerazione per l’export di elettricità sarà eliminata, il prezzo di riferimento per i gas sul mercato liberalizzato per i consumatori industriali sarà quello del gennaio 2014, ma il prezzo del gas per i consumatori casalinghi aumenterà del 2% dal 1 aprile. Victor Ponta ha valutato che l’eliminazione della tassa di cogenerazione incoraggerà l’export di elettricità sul mercato regionale, e il mantenimento del prezzo di riferimento per i gas, nell’industria, al livello del 1 gennaio 2014 incoraggerà la competitività. Stando al calendario di eliminazione dei prezzi regolamentati, il prezzo dei gas naturali per i consumatori non casalinghi dovrebbe crescere del 5% dal 1 aprile. Il premier ha precisato che queste misure saranno discusse, mercoledì, dal Governo, assieme all’approvazione della decisione sulla quota di energia rinnovabile da sovvenzionare.
Bucarest — Il Partito Nazional-liberale e il Partito Movimento Popolare, all’opposizione in Romania, e l’Unione Democratica Magiari di Romania, partner al governo, hanno inoltrato, oggi, all’Ufficio Elettorale Centrale, le liste di candidati per le europee del 25 maggio. In precedenza, erano state inoltrate le liste dell’alleanza Partito Socialdemocratico-Partito Conservatore-Unione Nazionale per il Progresso della Romania, al governo, e del Partito Democratico-liberale, all’opposizione. I partiti politici, le alleanze elettorali e gli indipendenti hanno ancora a disposizione tre giorni per inoltrare le loro candidature. Nel Parlamento Europeo, alla Romania spetteranno 32 seggi, uno in meno rispetto all’attuale legislatura. La Romania è uno dei 12 stati dell’Unione che cederà alla new-entry, Croazia, un seggio nel Parlamento Europeo.
Bucarest — La situazione in Crimea è il maggiore pericolo di sicurezza per la Romania dopo il 1989. Lo ha dichiarato il premier Victor Ponta, in tv. Ponta ha menzionato che questa situazione rappresenta, tuttavia, un’opportunità di ravvicinamento della Moldova (repubblica ex sovietica, a maggioranza romenofona) alla Nato e all’Ue. A Kiev, è stato annunciato che l’Ucraina ha deciso di ritirare le sue truppe dalla Crimea, ma il ministro degli Esteri, Andrej Descitsa, valuta che il rischio che scoppi una guerra tra la Russia e l’Ucraina aumenta, a causa del massiccio dispiegamento di truppe russe al confine est. La Russia potrebbe aprire il “vaso di Pandora” col tentativo di ridisegnare i confini nazionali in Europa — ha sottolineato, dal canto suo, il ministro tedesco degli Esteri, Frank-Walter Steinmeier, al termine della visita in Ucraina. Una missione del FMI ha chiesto a Kiev misure di austerità, soprattutto la riduzione delle sovvenzioni per i gas naturali. L’Ucraina ha bisogno di un prestito di almeno 15 miliardi di dollari, per evitare il fallimento.
Belgrado — La Serbia commemora, oggi, il 15esimo dall’inizio dei bombardamenti Nato sul suo territorio, volti a determinare Belgardo a porre fine alla repressione nei confronti dei separatisti e civili albanesi del Kosovo. Il 24 marzo del 1999, senza l’accordo del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, la NATO ha avviato l’intervento armato, conclusosi, a giugno, con il ritiro delle forze serbe dal Kosovo, territorio messo sotto l’amministrazione dell’Onu. Stando a Belgrado, quasi 2.500 civii serbi sono stati uccici e 12.500 feriti. Nel 2008, Kosovo ha proclamato in modo unilaterale la sua indipendenza, riconosciuta attualmente da oltre 100 stati del mondo. La Romania non ha riscoosciuto l’indipendenza del Kosovo. Ad aprile 2013, sotto gli auspici di Bruxelles, Serbia e Kosovo hanno concluso un accordo storico sulla normalizzazione dei rapporti bilaterali.
Bucarest — Al via, da oggi, in Romania, al programma nazionale di rottamazione 2014. A partire da quest’anno, i ticket elettronici saranno estratti dai dealer auto da una base dati nazionale, man mano che saranno fatte le iscrizioni. Chi vuole acuqistare un voucher per un valore di 6.500 de lei (pari a 1440 euro), può andare direttamente dai dealer certificati nell’ambito del programma di rottamazione ed hanno a disposizione 30 giorni per far rottamare e cancellare dal registro la macchina vecchia e acquistare la nuova. Quest’anno, saranno stanziati 20 mila voucher, sia per le persone fisiche, che per quelle giuridiche.
(traduzione di Adina Vasile)