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La settimana 03 – 09 / 04 / 2016

Un nuovo rapporto della Banca Centrale/ Laura Codruţa Kövesi – un nuovo mandato a capo della DNA/ Protesti dei medici in Romania/ Il caso della Rivoluzione – riaperto/ Panama Papers in Romania

La settimana 03 – 09 / 04 / 2016
La settimana 03 – 09 / 04 / 2016

, 08.04.2016, 17:57

La Romania rimane stabile dal punto di vista finanziario, ma i rischi che potrebbero portare a un deterioramento di questa situazione sono aumentati rispetto al 2015 — l orileva il rapporto presentato dalla Banca Centrale.


Rispetto al precedente rapporto, quello attuale mantiene i sei rischi individuati allora, cui si aggiungono altri due nuovi: un rischio sistemico severo, relativo al quadro legislativo incerto — e, aggiungiamo noi, imprevedibile — nel settore finanziario-bancario, e in più un rischio sistemico alto — la possibile Brexit. La Banca Centrale individua per la prima volta in Romania un rischio sistemico severo. Negli ultimi sei mesi si sono intensificate le iniziative legislative che si propongono di regolare il settore finanziario-bancario, tramite l’intervento retroattivo nei contratti firmati tra le banche e i clienti. La legge sulla dazione in pagamento nel caso dell’acquisto di immobili con soldi provenienti da crediti concessi dalle banche, è la più nota iniziativa di questo tipo. – ha dichiarato il governatore della Banca, Mugur Isărescu.


Altri rischi segnalati nel rapporto riguardano la possibile modifica della fiducia degli investitori nei mercati emergenti e la crisi dei profughi.



Il procuratore-capo della Direzione Nazionale Anticorruzione, Laura Codruţa Kövesi, continuerà con un nuovo mandato a capo della DNA per altri tre anni. Il presidente Klaus Iohannis ha dichiarato ripetutamente di apprezzare l’attività di Laura Codruţa Kövesi e i risultati impressionanti della DNA sotto la sua direzione. La nomina è stata fatta dal ministro della Giustizia, Raluca Prună, dopo il parere favorevole espresso dal Consiglio Superiore della Magistratura.



I medici romeni minacciano di avviare lo sciopero. Giovedì, in occasione della Giornata Mondiale della Sanità, centinaia di medici hanno protestato davanti al Ministero della Sanità mentre i loro rappresentanti stavano ancora discutendo con esponenti del ministero. Le scontentezze del personale medico riguardano principalmente la legge sugli stipendi unitari nel settore sanitario, cioè sul reinquadramento del personale con lo stipendio minimo lordo di 1.250 lei (280 euro). Il personale medico chiede la concessione di tutti gli incentivi, calcolati in base allo stipendio effettivo, ma anche l’osservanza del periodo legale di lavoro e di riposo. I medici hanno annunciato che, dalla prossima settimana, intendono cessare il lavoro per due ore al giorno, in attesa di una risposta. Anche i medici di famiglia dicono che ricorreranno ad altre forme di protesta, dopo due giorni in cui non hanno rilasciato ricette per farmaci a prezzi scontati e lettere di invio dei pazienti agli specialisti, perchè continuano ad essere scontenti delle condizioni del nuovo contratto-quadro proposto dalla Cassa Nazionale delle Assicurazioni Sanitarie. I medici di famiglia desiderano la rinegoziazione del contratto-quadro rinviato per tre mesi, il raddoppiamento dei fondi stanziati alla medicina di base e modifiche legislative che determinino un rilassamento fiscale e rendano più trasparenti le spese.



“Il dossier della Rivoluzione”, in cui sono indagati gli avvenimenti che hanno portato al crollo del regime comunista in Romania, a dicembre 1989, è stato riaperto. Stando al procuratore generale ad interim, Bogdan Licu, la sua archiviazione, lo scorso ottobre, da parte della Sezione Procure Militari è infondata e illegale, essendo una decisione basata su indagini incomplete, che ignorano alcuni documenti fondamentali. Egli ha precisato che nel dossier non è intervenuta la prescrizione della responsabilità penale. Ricordiamo che la Romania è stata condannata dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per i ritardi registrati nel dossier della Rivoluzione. Secondo la Corte, l’importanza di questo dossier per la società romena avrebbe dovuto motivare le autorità ad occuparsene con celerità. Il passaggio del tempo, ha affermato la Corte, danneggia l’indagine e rischia di compromettere definitivamente le chance che sia portata a buon fine. Secondo le statistiche ufficiali, a dicembre ’89, più di 1.100 persone hanno perso la vita e circa tre mila sono rimaste ferite.



La Direzione per l’Investigazione dei Reati di Criminalità Organizzata e Terrorismo della Romania ha annunciato che l’istituzione farà un’indagine in seguito allo scandalo “Panama Papers”. Anche l’Agenzia romena delle Entrate ha confermato l’avvio di un’indagine in merito. Secondo il Registro delle Imprese, 186 off-shore del Panama controllano 137 compagnie romene. Le informazioni svelate nel “Panama Papers” saranno discusse, la prossima settimana, nella commissione per il budget del Parlamento di Bucarest. Il capo dello stato, Klaus Iohannis, critica gli imprenditori romeni che preferiscono registrare i propri affari nei cosiddetti paradisi fiscali. E’ giusto e morale che le tasse e le imposte siano pagate nel Paese in cui si ottengono profitti, dice Klaus Iohannis. Le autorità fiscali di più Paesi hanno già avviato indagini, dopo che la stampa di tutto il mondo ha pubblicato dati confidenziali dello studio legale Mossack Fonseca del Panama. (traduzione di Gabriela Petre)



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