Nuovi dazi americani
Gli esperti ammoniscono che l'aumento delle tariffe sui beni importati negli Stati Uniti rischia di generare una guerra commerciale internazionale.

Bogdan Matei, 03.04.2025, 11:10
Decisione attesa da tempo, il presidente americano Donald Trump ha introdotto nuove tasse su quasi tutti i beni importati negli Stati Uniti. In un discorso tenuto alla Casa Bianca e citato dalla corrispondente di Radio Romania a Washington, ha affermato che quella data sarà ricordata come il “giorno della liberazione”, quando la prosperità torna in America. Decenni prima di entrare in politica, quando era solo un imprenditore di successo, Trump sosteneva che l’America veniva trattata ingiustamente dai suoi partner commerciali. Ora, in qualità di presidente, afferma categoricamente che “il nostro paese è stato rubato, rovinato, abusato e saccheggiato da nazioni vicine o lontane, amiche e nemiche”.
Trump ha elencato i nuovi dazi, che entrano in vigore questo mese e aumentano a seconda del trattamento riservato da ogni paese alle importazioni americane: il 10% nel caso della Gran Bretagna, fino al 20% per i beni provenienti dagli stati membri dell’Unione Europea e fino al 50% per altri paesi. In Europa, i paesi più severamente tassati, con oltre il 30%, sono quelli extra-Unione: Svizzera, Serbia e Liechtenstein. L’obiettivo dichiarato del presidente è proteggere l’industria americana, creare posti di lavoro, aumentare la produzione negli Stati Uniti ed equilibrare deficit commerciali di centinaia di miliardi di dollari.
Gli esperti ammoniscono, tuttavia, che è molto probabile che questi aumenti tariffari facciano crescere i prezzi per i consumatori americani e scatenino una guerra commerciale internazionale. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato, a poche ore dal discorso di Trump, contromisure ai dazi imposti ai paesi dell’Unione. Stando al corrispondente di Radio Romania a Bruxelles, Ursula von der Leyen ha dichiarato che l’Europa sta già ultimando il nuovo pacchetto tariffario e che la decisione di Trump “è un duro colpo per l’economia mondiale. Le conseguenze saranno terribili per milioni di persone in tutto il mondo”.
“I costi per gli affari con gli Stati Uniti aumenteranno drammaticamente e non sembra esserci alcuna logica in questo caos, nessuna direzione chiara, dato che tutti i partner degli Stati Uniti sono intaccati da queste tariffe. Allo stesso tempo, so che il sistema commerciale globale ha delle carenze. Sono d’accordo con il presidente Trump sul fatto che alcuni paesi hanno approfittato delle attuali regole, ma fare affidamento sull’aumento delle tariffe come unico strumento non migliorerà la situazione”, ha aggiunto il capo dell’esecutivo comunitario.
I media di Bucarest notano che anche la Romania sarà intaccata da questa guerra commerciale. Da un lato, dal punto di vista delle esportazioni dirette verso gli Stati Uniti, che saranno interessate dalle nuove tasse. D’altro canto, attraverso il colpo subito dalla Germania, il principale partner commerciale della Romania, dove vanno molte esportazioni auto romene e che è il maggiore esportatore europeo verso l’America.