Mozione di sfiducia a Bucarest
Il governo di coalizione PSD-PNL-UDMR si confronta con la prima mozione di sfiducia dopo il suo insediamento.
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Bogdan Matei, 26.02.2025, 11:45
I parlamentari di AUR, SOS e POT (sovranisti, all’opposizione nel Parlamento di Bucarest) hanno inoltrato martedì la prima mozione di sfiducia al governo PSD-PNL-UDMR, insediato a fine dicembre e guidato dal socialdemocratico Marcel Ciolacu. La mozione è intitolata “Il primo ministro Nordis deve andarsene, i romeni sono stufi di umiliazioni”, un riferimento ai presunti legami tra Ciolacu e gli autori di una mega-truffa immobiliare. All’inizio del mese, l’ex deputata socialdemocratica Laura Vicol e suo marito, l’imprenditore Vladimir Ciorbă, sono arrivati agli arresti preventivi per un periodo di tempo, misura disposta anche per altri tre imputati nello stesso fascicolo. Per altri sei, il tribunale ha disposto gli arresti domiciliari o il controllo giudiziario.
L’inchiesta dei procuratori della Direzione per l’Investigazione dei Reati di Criminalità Organizzata e Terrorismo (DIICOT – la procura antimafia romena) interessa 40 persone e 32 aziende, accusate di aver incassato oltre 195 milioni di euro da persone fisiche o giuridiche, senza, però, consegnare ai clienti gli appartamenti e i posti auto condominiali pagati. Secondo gli inquirenti, ci sono stati anche dei casi in cui lo stesso appartamento è stato venduto a più clienti. Il capo politico di Laura Vicol, presidente della commissione giuridica della Camera dei Deputati nella scorsa legislatura, il premier Ciolacu ha ammesso di aver viaggiato in Francia e Spagna su aerei privati, insieme all’ex deputata e al marito Ciorbă. Anche il ministro dei Trasporti, Sorin Grindeanu, sarebbe andato con loro.
I firmatari della mozione di sfiducia affermano che l’attuale esecutivo è illegittimo, ha perso credibilità, proprio attraverso l’associazione di alcuni membri del gabinetto al caso Nordis, e non sta rispettando il programma di governo, in cui aveva promesso, tra le altre cose, l’aumento di assegni e pensioni. Il governo sta già accumulando un vergognoso bilancio di abusi e fallimenti, che dimostrano la totale rottura tra il potere politico e il popolo romeno, accusa inoltre l’opposizione nazionalista. Sempre dall’opposizione, l’USR, dichiaratamente proeuropea, ha annunciato che non voterà la mozione di sfiducia. L’USR afferma che, con questa azione senza possibilità di successo, l’intera opposizione perde l’occasione di avviare un’altra procedura per destituire il Governo nell’attuale sessione parlamentare.
I rappresentanti della maggioranza affermano che la Romania ha bisogno di soluzioni serie, non di strategie di immagine, e promettono di fare scudo attorno alla squadra Ciolacu. Inoltre, i leader socialdemocratici e liberali affermano che qualsiasi defezione dai seggi della maggioranza sarà sanzionata e chiunque voterà a favore della mozione verrà espulso dal partito. AUR, SOS e POT contano insieme 154 parlamentari, ma per l’approvazione della sfiducia sono necessari 232 voti favorevoli, vale a dire la metà più uno del numero dei senatori e dei deputati.