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Le cifre della povertà in Romania

Durante la pandemia e successivamente, nel periodo della crisi energetica alimentata dalla guerra, la Romania si è annoverata tra i campioni della crescita economica nell’Unione Europea. Daltra parte, nel decennio e mezzo trascorso dalla sua adesione, il Paese ha beneficiato di decine di miliardi di euro per svilupparsi e recuperare il divario esistente nei confronti di altri Stati dellUE. Tuttavia, per oltre un terzo dei romeni, il benessere o almeno una vita dignitosa rimangono difficili o impossibili da raggiungere. Secondo EUROSTAT, lo scorso anno più del 34% dei connazionali è stato esposto al rischio di povertà ed esclusione sociale, quota di gran lunga la più alta tra i Paesi membri dellUnione Europea nel 2022. La Romania era seguita, in questa classifica, da Bulgaria (32%), Grecia e Spagna (entrambe con il 26%). Le quote più basse sono state registrate nella Repubblica Ceca (circa il 12%), in Slovenia (13%) e in Polonia (16%).



Lanno scorso, circa 95 milioni di persone dellUE, pari a un quinto della popolazione, erano a rischio di povertà ed esclusione sociale, il che significa che vivevano in una famiglia che affrontava almeno una di queste tre situazioni: rischio di povertà, gravi difficoltà materiali e disagio sociale e/o vivevano in una famiglia con unintensità di lavoro molto bassa. Le cifre sono rimaste relativamente stabili rispetto al 2021, ha precisato EUROSTAT. A livello dell’Unione Europea, nel 2022 il rischio di povertà ed esclusione sociale era più elevato per le donne che per gli uomini. Inoltre, oltre un quinto della popolazione dellUnione che viveva in una famiglia con figli a carico era a rischio di povertà ed esclusione sociale. Per quanto riguarda i romeni, uno studio pubblicato di recente rileva che il 2022 è stato un anno in cui i viaggi aerei e i pacchetti vacanza non sono stati molto richiesti.



La stragrande maggioranza dei romeni, rilevava la ricerca, è preoccupata per il futuro e afferma di voler risparmiare somme maggiori e investire nellistruzione. Il potere dacquisto medio era pari alla metà della media europea, il che colloca la Romania al 31/o posto su 42 Paesi analizzati. Secondo lIstituto Nazionale di Statistica, il reddito mensile medio totale in Romania lo scorso anno è stato di quasi 6.500 lei (circa 1.300 euro) per famiglia, in crescita di quasi il 14% rispetto al 2021, ma questo progresso non ha significato anche un tenore di vita migliore. Linflazione ha tagliato drasticamente i redditi dei romeni. Nelle città, il reddito mensile totale ha superato i 7.000 lei (circa 1.400 euro), essendo 1,3 volte superiori a quello dei villaggi. Le principali spese dei romeni sono state per i consumi domestici, oltre il 60%, e per il pagamento di tasse e imposte, pari al 30%. I generi alimentari hanno rappresentato un terzo dei consumi delle famiglie, seguiti dalle spese per l’abitazione e le utenze.

Le cifre della povertà in Romania
Le cifre della povertà in Romania

, 15.06.2023, 10:52

Durante la pandemia e successivamente, nel periodo della crisi energetica alimentata dalla guerra, la Romania si è annoverata tra i campioni della crescita economica nell’Unione Europea. Daltra parte, nel decennio e mezzo trascorso dalla sua adesione, il Paese ha beneficiato di decine di miliardi di euro per svilupparsi e recuperare il divario esistente nei confronti di altri Stati dellUE. Tuttavia, per oltre un terzo dei romeni, il benessere o almeno una vita dignitosa rimangono difficili o impossibili da raggiungere. Secondo EUROSTAT, lo scorso anno più del 34% dei connazionali è stato esposto al rischio di povertà ed esclusione sociale, quota di gran lunga la più alta tra i Paesi membri dellUnione Europea nel 2022. La Romania era seguita, in questa classifica, da Bulgaria (32%), Grecia e Spagna (entrambe con il 26%). Le quote più basse sono state registrate nella Repubblica Ceca (circa il 12%), in Slovenia (13%) e in Polonia (16%).



Lanno scorso, circa 95 milioni di persone dellUE, pari a un quinto della popolazione, erano a rischio di povertà ed esclusione sociale, il che significa che vivevano in una famiglia che affrontava almeno una di queste tre situazioni: rischio di povertà, gravi difficoltà materiali e disagio sociale e/o vivevano in una famiglia con unintensità di lavoro molto bassa. Le cifre sono rimaste relativamente stabili rispetto al 2021, ha precisato EUROSTAT. A livello dell’Unione Europea, nel 2022 il rischio di povertà ed esclusione sociale era più elevato per le donne che per gli uomini. Inoltre, oltre un quinto della popolazione dellUnione che viveva in una famiglia con figli a carico era a rischio di povertà ed esclusione sociale. Per quanto riguarda i romeni, uno studio pubblicato di recente rileva che il 2022 è stato un anno in cui i viaggi aerei e i pacchetti vacanza non sono stati molto richiesti.



La stragrande maggioranza dei romeni, rilevava la ricerca, è preoccupata per il futuro e afferma di voler risparmiare somme maggiori e investire nellistruzione. Il potere dacquisto medio era pari alla metà della media europea, il che colloca la Romania al 31/o posto su 42 Paesi analizzati. Secondo lIstituto Nazionale di Statistica, il reddito mensile medio totale in Romania lo scorso anno è stato di quasi 6.500 lei (circa 1.300 euro) per famiglia, in crescita di quasi il 14% rispetto al 2021, ma questo progresso non ha significato anche un tenore di vita migliore. Linflazione ha tagliato drasticamente i redditi dei romeni. Nelle città, il reddito mensile totale ha superato i 7.000 lei (circa 1.400 euro), essendo 1,3 volte superiori a quello dei villaggi. Le principali spese dei romeni sono state per i consumi domestici, oltre il 60%, e per il pagamento di tasse e imposte, pari al 30%. I generi alimentari hanno rappresentato un terzo dei consumi delle famiglie, seguiti dalle spese per l’abitazione e le utenze.

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