Consultazioni politiche per la sicurezza della Romania
A Bucarest, i partiti parlamentari ritengono necessari ulteriori investimenti nella difesa, ma non vogliono truppe romene in Ucraina.
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Daniela Budu, 27.02.2025, 11:43
Il presidente ad interim Ilie Bolojan ha svolto consultazioni con i rappresentanti dei partiti parlamentari per definire la posizione della Romania al Consiglio Europeo straordinario del 6 marzo, dal quale sono attese decisioni importanti sulla sicurezza europea. Sia i partiti al governo che le opposizioni hanno respinto l’ipotesi che Bucarest inviasse truppe per il mantenimento della pace nella confinante Ucraina. Il PSD, al governo, non è d’accordo che la Romania invii truppe e si pronuncia per lo stanziamento di fondi aggiuntivi per la difesa, sotto forma di investimenti nell’industria nazionale degli armamenti.
In un comunicato, il leader del partito e primo ministro Marcel Ciolacu propone l’esclusione delle spese per la difesa dal calcolo del deficit di bilancio. Anche il PNL sostiene l’aumento degli investimenti nella difesa, ma precisa, in un comunicato, che nel contesto dei colloqui diplomatici sul cessate il fuoco, l’argomento della partecipazione con truppe per il mantenimento della pace è prematuro.
L’UDMR, partner al governo, vuole ugualmente che la Romania investa in capacità militari moderne. Il suo leader Kelemen Hunor dichiara inoltre di non essere d’accordo con l’invio di militari romeni in Ucraina. “Le garanzie di sicurezza vanno assicurate anche attraverso gli Stati Uniti e la Romania può fornire supporto logistico e infrastrutturale all’Ucraina, agli stati dell’Unione Europea e a coloro che desiderano essere coinvolti più attivamente, ma senza truppe in Ucraina”, ha detto Kelemen Hunor.
Dall’opposizione, anche l’AUR è contraria all’invio di truppe nel paese confinante. “L’unica soluzione in questo momento è un cessate il fuoco, nel rispetto degli accordi internazionali e delle garanzie di sicurezza che devono essere offerte alla Romania e a tutti i paesi della regione”, ha detto il leader dell’AUR, George Simion. Sempre dall’opposizione, l’USR ritiene che la Romania debba investire di più nella difesa e sottolinea la necessità di un piano chiaro per la partecipazione alla ricostruzione dell’Ucraina. Neanche i sovranisti di SOS Romania vogliono truppe romene in Ucraina e sono contrari alla continuazione della guerra.
Intanto, il Senato di Bucarest ha adottato, come camera decisionale, un disegno di legge che consente l’abbattimento dei droni che entrano illegalmente nello spazio aereo romeno e un altro che regola il modo in cui si svolgono le missioni militari in Romania in tempo di pace. Una delle misure consente che, per un periodo di tempo limitato, l’autorità di alcune strutture dell’Esercito Romeno venga trasferita a un comandante delle forze militari alleate che partecipano a queste missioni.
In questo contesto, va menzionato che gli Stati Uniti annunciano un nuovo investimento nella Base di Deveselu, nella Romania meridionale, che ospita elementi dello scudo antimissile. Nella prima fase, il Pentagono ha pubblicato un avviso di intenti per una gara d’appalto per la realizzazione di collegamenti speciali di telecomunicazione tra lo scudo antimissile di Deveselu e altre basi americane in Europa, in particolare in Italia e Germania.