Bilancio DNA 2024
La Direzione Nazionale Anticorruzione di Romania ha presentato giovedì il suo bilancio per il 2024.
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Corina Cristea, 28.02.2025, 11:10
5.400 fascicoli risolti e quasi 260 persone che ricoprivano incarichi dirigenziali rinviate a giudizio lo scorso anno. Secondo il rapporto presentato dalla DNA, è stato uno degli anni migliori per l’istituzione, afferma il suo capo Marius Voineag, ricordando numerosi successi e un andamento complessivamente positivo, confermato dall’evoluzione degli indicatori statistici, quantitativi, qualitativi e soprattutto dall’aumento della diversità della tipologia di prove e dalla significativa diminuzione del tasso di assoluzioni.
Il procuratore capo della DNA ha precisato che l’istituzione da lui guidata ha capacità tecniche che rivaleggiano con quelle delle istituzioni occidentali e che si propone di continuare a dare priorità ai casi in cui sono in gioco molti soldi, perché lì le tentazioni sono grandi e anche l’impatto sulla società è elevato. “Non vi rimarranno soldi” è il messaggio rivolto da Marius Voineag a chi infrange la legge.
“Alla fine dello scorso anno, il saldo dei beni effettivamente sequestrati ammontava a oltre 280 milioni di lei (circa 56 milioni di euro), di cui, nel corso dell’anno, sono state disposte misure assicurative per un valore di 236 milioni di lei (circa 47 milioni di euro), a dimostrazione del nostro costante interessamento per il recupero del prodotto del reato generato dalla corruzione o assimilato. L’intensificazione della nostra attività in termini di recupero del prodotto del reato è volta a inviare un messaggio a tutti coloro che sono tentati di commettere reati di corruzione o assimilati, nel senso che nessuno dovrebbe mai rimanere con i soldi”, ha dichiarato Marius Voineag.
Intervenendo alla presentazione del rapporto della DNA, il ministro dell’Interno, Cătălin Predoiu, ha parlato del fenomeno globale della corruzione, che ha preso slancio, nonostante gli sforzi per fermarlo, sia in Romania che nel mondo. Per quanto riguarda il recupero dei prodotti dei reati, il ministro dell’Interno ritiene che la Romania sia lungi dalla situazione ideale e che servono una migliore cooperazione istituzionale e internazionale, un adattamento delle tattiche e la specializzazione degli ufficiali di polizia e dei pubblici ministeri.
“Da anni si parla del recupero del prodotto del reato. Ultimamente, si è fatto molto in questa direzione. Sono stati compiuti dei progressi, ci sono delle istituzioni, c’è un tipo di cultura diverso, è verissimo, ma credo che siamo ancora lontani dall’ideale “a nessuno resti niente”. Siamo lontani da quel momento. La verità è che moltissimi rimangono con un sacco di soldi, come ben sappiamo. Quindi, c’è spazio per molto di meglio in questa azione volta a recuperare i prodotti dei reati. Naturalmente, resta da vedere se dobbiamo migliorare anche gli strumenti legislativi, se si tratterà di tattiche o di mezzi. In ogni caso, sappiamo tutti che è molto difficile, d’altro canto, recuperare la totalità assoluta dei prodotti dei reati. Penso che sia quasi impossibile e credo che nessun paese al mondo possa farlo”, ha detto Cătălin Predoiu.
Il ministro dell’Interno ha sottolineato che la politica di lotta alla corruzione deve rimanere una priorità e che le istituzioni che combattono questo fenomeno devono raggiungere costantemente performance.