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Iniziative contro il bullismo in Romania

Il bullismo - ossia le vessazioni e le aggressioni tra bambini - è diventato abbastanza ben noto all'opinione pubblica negli ultimi anni grazie alle campagne di contrasto e agli articoli sulla stampa.

Iniziative contro il bullismo in Romania
Iniziative contro il bullismo in Romania

, 11.11.2019, 18:06

Il bullismo – ossia le vessazioni e le aggressioni tra bambini – è diventato abbastanza ben noto allopinione pubblica negli ultimi anni. La principale causa: gli articoli sulla stampa e le campagne della società civile con cui questo fenomeno è stato presentato e in cui si è parlato delle modalità di contrasto. Una delle campagne si chiama il “Cartoon Network Club dellAmicizia” e si svolge in collaborazione con long lAssociazione il Telefono del Bambino ed è già giunta alla quinta edizione. Lo slogan che incoraggia i piccoli a combattere il bullismo è “Sii amichevole, non cattivo”. La ginnasta Cătălina Ponor, pluricampionessa mondiale ed europea, è la portavoce di questa campagna che ritiene estremamente utile.



“È un messaggio bello, pieno di amicizia, che ci insegna a essere migliori, a non essere cattivi, ad aiutarci a vicenda e che ha alla base lamicizia. Il telefono dei bambini incoraggia le persone che sono vittime di simili vessazioni e spero che il nostro messaggio porti più amicizia persino tra gli adulti. Per fortuna, io non ne sono stata vittima. Ho avuto sia allenatori, che colleghi che mi sono stati come una famiglia. Ma sono stata testimone fuori dalla palestra, nei pressi delle scuole o per strada, ad azioni di bullismo e non ho saputo reagirci. Ma non è ok non sapere cosa fare, è bene avere il coraggio di dire anche agli altri cosa hai visto. Inoltre, devi sapere come sostenere la persona che viene aggredita e aiutarla in qualche modo”, ha detto Cătălina Ponor.



LAssociazione il Telefono del Bambino offre da molti anni aiuto ai bambini che vengono aggrediti da altri bambini, mettendo loro a disposizione il 116111. Le chiamate si sono moltiplicate ultimamente rilevando numerosi casi di molestie e cambiando in questo modo, in modo preoccupante, le statistiche. Tuttavia, anche se le querele sono più numerose, gli specialisti continuano a considerare il fenomeno insufficientemente segnalato. Non solo i bambini, ma anche i genitori chiamano il 116111, reclamando situazioni di bullismo sin dallasilo nido, al 8,76%. Per le classi elementari, la percentuale di genitori che hanno reclamato vessazioni nei confronti dei figli è stata del 40,29%, per il ginnasio, e del 2,95%, per il liceo, abbiamo saputo da Cătălina Surcel, coordinatrice dellAssociazione Il Telefono del Bambino.



“Quindi, moltissimi dei genitori che ci hanno contattato in simili situazioni avevano figli nelle classi elementari e medie. Per quanto riguarda il genere delle vittime, i bambini per cui i genitori hanno chiesto i servizi dellAssociazione il Telefono dei Bambino sono stati ragazzi al 70%, delle fasce detà 3-6 anni e 7-10 anni. Perchè hanno contattato i genitori la nostra associazione? Specialmente per cercare soluzioni legali. Circa il 65% di loro hanno chiamato per questa ragione. Ma, in assenza di un quadro legislativo, ci sono stati anche genitori che hanno sollecitato consulenza per affrontare la situazione individualmente. Ciò è stato valido nel 22,86% delle situazioni, e il 14,85% hanno chiesto lintervento delle istituzioni abilitate solo in base al regolamento interno delle unità di insegnamento laddove esiste un simile regolamento che include anche abusi sui bambini nellambiente scolastico. Il 55.24% dei genitori avevano già fatto una segnalazione al management dellunità di insegnamento o allIspettorato scolastico, e sono stati contenti delle risposte ricevute. In assenza di un quadro legislativo nazionale non si sono potute prendere misure per rimediare la situazione nel modo adeguato”, ha spiegato Cătălina Surcel.



Allorquando parlano di soluzioni, i genitori delle vittime del bullismo desiderano che la scuola intervenga con misure coercitive contro il bambino aggressore (44%), chiedono la sua esclusione dallunità di insegnamento (27%), ma prendono in cosiderazione anche il trasferimento del proprio figlio (29%). Di conseguenza, urge ladozione di una legge atta a prevenire le azioni caotiche. La proposta di modifica della Legge sullIstruzione per includere misure contro questo tipo di vessazione è passata dal Parlamento e sarà promulgata dal presidente. Le raccomandazioni dellAssociazione il Telefono del Bambino, formulate in seguito alle discussioni con i genitori e i bambini, sono incluse nel progetto, ci ha detto sempre Cătălina Surcel.



« La necessità che le unità di insegnamento sviluppino procedure di individuazione del bullismo, lesistenza dei consiglieri scolastici in tutte le unità di insegnamento nel Paese, la necessità che questi consiglieri abbiano attribuzioni chiare di soluzione dei casi di vessazione, lintroduzione del tema del bullismo nel piano di studi accademico e la sua discussione durante le lezioni, nonchè la sua presentazione nei libri di testo di educazione civica. Il monitoraggio audio-video nelle scuole va esteso anche agli asili nido. Inoltre, gli insegnanti devono essere preparati a rispondere a questa sfida a scuola. E liniziativa che sarà promulgata dal presidente include anche questa raccomandazione. Occorre anche limplicazione dei genitori tramite una collaborazione efficace tra la scuola e la famiglia », ha detto sempre Cătălina Surcel.



Inoltre, va tenuto conto anche di ciò che desiderano i bambini. Essi vogliono, soprattutto, essere ascoltati e capiti. Ciò che non vogliono è che gli altri risolvino i loro problemi. « Ciò che i bambini non desiderano è che i genitori seguino il loro impulso iniziale : quello di fare loro stessi giustizia ai propri bambini, andando a scuola per risolvere da soli il problema. I bambini desierano decidere anche loro assieme ai genitori quali sono i passi successivi e cosa cè da fare », ha concluso Cătălina Surcel.



Questi sono motivi in più affinchè il contrasto del fenomeno di bullismo, lintervento sia regolamentato a livello istituzionale, non lasciato alle decisioni individuali.




Foto: Jon Tyson unsplash.com
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