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Le stazioni di Bucarest

Le ferrovie hanno rappresentato la prima forma moderna di trasporto, che ha agevolato lo scambio di merci, la mobilità delle persone e ha centralizzato gli stati.


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Le stazioni di Bucarest
Le stazioni di Bucarest


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, 18.09.2020, 12:05

Le ferrovie hanno rappresentato la prima forma moderna di trasporto, che ha agevolato lo scambio di merci, la mobilità delle persone e ha centralizzato gli stati. Hanno svolto un ruolo essenziale nella formazione e coesione della Romania dopo l’Unione dei Principati della Valacchia e della Moldavia, nel 1859, e dopo la Grande Unione del 1918. Seguendo il modello culturale francese, la Romania sviluppò la rete ponendo al centro la capitale Bucarest, che diventò il più grande nodo ferroviario. E’ a Re Carlo I, il primo sovrano della Romania, che si deve la costruzione delle grandi ferrovie che si incrociavano a Bucarest.

Le stazioni costruite nella capitale romena rappresentarono dei riferimenti importanti nella vita quotidiana dei suoi cittadini. Lungo il tempo, lo sviluppo e la modernizzazione delle ferrovie portò alla chiusura di alcune e all’apertura di altre. Guardando una mappa di Bucarest, si osserva che le sue stazioni erano collocate in tutti i punti cardinali. In tal modo, crebbe anche l’importanza della capitale romena a livello internazionale, con treni in arrivo a Bucarest dall’estero, come il treno paneuropeo Orient Express, che entrava nel Paese dal confine occidentale per dirigersi a Bucarest. Dalla capitale, il percorso prendeva due rotte – una verso l’est e l’altra verso il sud.

Lo storico Dorin Stănescu fa riferimento al contributo del treno paneuropeo alla modernizzazione dell’infrastruttura ferroviaria in Romania. Nel 1883, l’Orient Express entrava in Romania a Vârciorova, nell’ovest, passando per Turnu Severin, Craiova, Slatina, Pitești per arrivare a Bucarest. Dalla capitale, si dirigeva verso Giurgiu, nel sud, nel porto di Smârdan, e passava il Danubio verso Varna. Da Varna, il viaggio proseguiva sulla nave per arrivare a Costantinopoli. Ma questo treno ha anche dato una spinta alla costruzione delle ferrovie. Fu in quel periodo che vennero costruite certe ferrovie e infrastrutture. Il celebre ponte di Cernavodă, progettato dall’ingegnere Anghel Saligny, svolse un ruolo importante nel concetto dell’Orient Express. Ad un certo momento, da Bucarest si andava a Costanza, naturalmente attraversando questo ponte. E da Costanza, le navi del Servizio Marittimo Romeno portavano i viaggiatori a Costantinopoli, spiega lo storico.

La storia delle stazioni di Bucarest comincia nel 1869 con la stazione Filaret, aperta con l’inaugurazione della prima ferrovia che collegava la capitale alla città di Giurgiu. La stazione, a forma della lettera U, aveva un piano terra, un primo piano e un tetto che univa le ali laterali. La sua capienza era di tre treni, sui tre binari. Nel 1960, la stazione Filaret fu dismessa e trasformata in autostazione, come lo è a tutt’oggi, e l’edificio venne dichiarato monumento storico. Nell’ovest della capitale, lungo il percorso tra la stazione Filaret e la futura Stazione Nord (Gara de Nord), si trovava la stazione Dealul Spirii, che oggi non esiste più.

Un’altra stazione che nei nostri giorni non funziona più è Cotroceni, destinata ai treni reali, collocata presso l’omonimo Palazzo, oggi sede della Presidenza della Romania. Fu dismessa sempre nel 1960, come la stazione Filaret, e oggi il suo edificio è adibito all’ingresso nel parco Cotroceni. Una seconda omonima stazione distava 1,5 km dalla prima, sempre nell’ovest della città. La stazione è funzionale, però il traffico è estremamente ridotto, con soli due treni merci al mese, per l’approvvigionamento dei due centri commerciali della zona. Herăstrău è un’altra stazione dismessa di Bucarest, collocata accanto all’omonimo parco, oggi intitolato a Re Michele di Romania, sul percorso che collegava il nord al sud della capitale.

Nel 1872, il principe Carlo I di Romania inaugurava Gara de Nord – la Stazione Nord, il più importante nodo ferroviario, con 14 binari aggiunti lungo il tempo. I suoi edifici e annessi vennero, a loro volta, estesi. Si chiamava all’inizio la Stazione di Târgovişte – il nome della città collocata nella direzione nord-ovest rispetto a Bucarest, per essere denominata Nord nel 1888. Ha la stessa forma della lettera U, pari alla stazione Filaret. Il massimo afflusso dei viaggiatori, raggiunto tra gli anni 1950 – 1990, è stato seguito da un notevole regresso. Anche lo stabilimento della Stazione Nord è stato dichiarato monumento storico.

Una delle più belle stazioni di Bucarest è Gara Obor, chiamata anche Gara de Est (la Stazione Est), che fa il collegamento con la città-porto di Costanza, in riva al Mar Nero, sia per i viaggiatori che per il trasporto di merci. Pure il suo edificio è stato inserito nel patrimonio storico. Si trova non lontano dal Mercato Obor, uno dei più vecchi e grandi di Bucarest.

Invece, particolarmente discreta è la Stazione Băneasa, collocata nel nord della capitale, ma poco utilizzata. Costruita nel 1936 secondo il progetto del rinomato architetto Duiliu Marcu, era destinata al protocollo della Casa Reale. Ha mantenuto lo stesso statuto anche durante il regime comunista. Le ultime stazioni costruite a Bucarest dopo il 1945 sono Basarab, Progresul e Titan, di cui solo la prima è in uso per i treni diretti verso il sud-ovest.

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